mercoledì 25 gennaio 2012

Mercato della CO2: Fase rialzista, si allarga nuovamente lo spread EUA CER - week 3

Il mercato della CO2 chiude per la seconda settimana di seguito in territorio positivo. Fino a questo momento le previsioni degli analisti su un 2012 più stabile e in lento recupero rispetto ai minimi di Fase II sembrano essere state da subito rispettate, mentre si prospettano all’orizzonte decisioni sul fronte policy (target riduzione emissioni 30% e set-aside EUA Fase III) che potrebbero cambiare le carte in tavola, anche se al momento restano di difficile attuazione. L’EUA DEC2 termina a 7,27€ (+4% su base settimanale) e il CER DEC2 a 3,81€ (+7%).
EUA
Le attenzioni degli operatori nelle prossime sessioni saranno rivolte ai risultati delle aste governative di Germania, Grecia e Lituania che tra Martedì e Giovedì immetteranno sul mercato circa 3 Mln di EUA, oltre che ai dati macroeconomici (tra cui PIL USA), principali driver del mercato della CO2 in questo momento. Tra gli operatori sembra nel frattempo diffondersi un certo ottimismo, che si manifesta con l’estendersi della fase di recupero che ormai da inizio Gennaio ha fatto segnare guadagni per oltre il 14%. A livello tecnico, è probabile una flessione in prossimità della banda superiore di Bollinger e della media mobile a 50 giorni in questo momento in area 8,00 €/ton. La fase di correzione potrà testare la robustezza della media mobile a 20 giorni, che nelle ultime sessioni a supportato il recupero del contratto EUA DEC2.

CER
Il numero di CER emessi la scorsa settimana è stato di 12,4 Mln, il più alto degli ultimi 4 mesi. La massiccia immissione di crediti era già stata stimata dagli analisti, previsione che ha permesso così di scontare completamente sul prezzo di scambio dei crediti l’impatto di nuova offerta subito ad inizio settimana, quando durante la sessione di Lunedì il contratto di riferimento ha toccato quota 3,28 € (nuovo minimo di Fase II). Comunque il netto rallentamento dell’attività di accreditamento, annunciato per i prossimi giorni, ha contribuito a sostenere il valore di scambio supportando la fase di recupero, sulla sica del momento positivo per l’EUA. Le emissioni di crediti, calcolate in base alle richieste degli sviluppatori, dovrebbero essere nella settimana tra il 23 e il 27 Gennaio sotto i 4 Mln (-75% su base settimanale).  Dal grafico comunque risulta evidente la difficolta per il contratto CER DEC2 di superare la resistenza fissata a 4,00 €/ton.


 
SPREAD EUA-CER
Il rallentamento dell’azione di recupero del CER DEC2 in prossimità della resistenza e il rialzi sostenuto sul contratto EUA DEC2 continuano a favorire l’operazione di SWAP CERvsEUA, con lo spread in aumento sopra 3,50 €/ton e non lontano dai massimi fatti registrare a Marzo 2011.


mercoledì 18 gennaio 2012

Mercato della CO2: Let's SWAP - week 2


Il mercato della CO2 continua a muoversi sotto i livelli di resistenza sia per l’EUA che per il CER. La prima tipologia di crediti riesce a mantenersi sopra i valori della scorsa settimana, nonostante la nuova bastonata inflitta all’eurozona da parte delle agenzie di rating, mentre il CER risente della consistente offerta di crediti sul mercato primario e del calo della domanda e fa segnare il nuovo valore minimo di sempre a 3,28.

EUA

La pubblicazione del dato sul volume immesso sul mercato a Dicembre dall’EIB nell’ambito della vendita delle quote della NER300 se da una parte è andato contro le attese (12 Mln EUA venduti vs 20 Mln EUA attesi) dall’altra non ha dato il via a ulteriori ribassi come prospettato dalla maggior parte degli analisti. Il mercato della CO2 ha così superato il test più atteso dimostrando di aver assorbito le notizie negative sul fronte sovrallocazione, ma non ha potuto continuare la fase di recupero dopo le notizie del declassamento da parte di S&P di 9 Paesi dell’Eurozona. Infatti, la moneta unica europea in discesa sotto quote 1,27 sull’USD e il contratto power sui minimi da 13 mesi non supportano ulteriori rialzi sulla CO2, che finisce nuovamente sotto il supporto psicologico dei 7,00 €/ton.

A livello grafico l’arresto del rialzo sull’EUA DEC2 è avvenuto in concomitanza con l’incontro del valore del contratto con la media mobile a 20 giorni, che continua a confermarsi una vera e propria barriera oltre la quale la pressione della domanda svanisce. Salta anche il supporto a 7,00 €/ton e il valore torna in zona di allerta. I segnali tecnici lasciano lo spazio per ulteriori ribassi per il contratto che comunque presenta in zona 6,50 €/ton un robusto livello di supporto, la cui rottura potrebbe portare il ribasso a fermarsi solo raggiunta la parte inferiore della banda di Bollinger. Comunque la buona tenuta del mercato alle notizie negative della scorsa settimana, potrebbe aprire la strada ad una fase di consolidamento per le prossime sessioni, caratterizzata da movimenti laterali tra i livelli di supporto e resistenza.

CER

Durante la scorsa settimana l’EB ha accreditato 36 progetti CDM per un totale di 8 Mln di crediti, che hanno portato le emissioni nel mese di Gennaio a 18,6 Mln. In base alle richieste, il numero di CER che sarà distribuito nei prossimi giorni potrà essere di oltre 12 Mln, dato vicino al record settimanale di Settembre, quando tra il 12 e il 16 erano stati distribuiti 16 Mln di CER. La crescente offerta di crediti sul mercato primario ha contribuito a ridimensionare il prezzo di scambio degli stessi sul secondario, con il valore che ormai resta ancorato sui minimi di sempre, dopo aver fatto registrare perdite su base annuale di oltre il 60%.
A differenza dell’EUA il CER DEC2 peggiora i valori minimi della Fase, chiudendo la sessione di Lunedì 16/01 a 3,36 €/ton, dopo il rimbalzo a 3,28 €/ton. La resistenza tecnica resta fissata a 4,00 €/ton, ma in questo particolare momento gli occhi degli operatori sono puntati sempre alla resistenza sì ma del supporto psicologico a 3,00 €/ton. Il timore che il calo della domanda di questa tipologia di crediti sia riconducibile al blocco dei CER provenienti da progetti volti all’abbattimento di gas industriali imposto lo scorso anno dalla CE, non favorisce in questo momento di mercato spinte rialziste. Un qualche supporto al prezzo potrebbe comunque arrivare dalle operazione di SWAP CERvsEUA.
SPREAD EUA-CER
Con l’EUA al doppio del valore del CER e il differenziale di prezzo tra le due tipologie di crediti a a 3,00 €/ton e sopra i valori medi storici, in questo momento l’operazione più interessante per massimizzare il valore del portfolio CO2 sembra quella di SWAP.


mercoledì 11 gennaio 2012

Mercato della CO2: BRAND NEW YEAR .. OLD STORY - week 1

Il 2012 parte al ribasso e il mercato fa registrare durante le prime sessioni dell’anno i nuovi minimi della Fase sia per l’EUA che per il CER. Il rimbalzo seguente sui nuovi valori di fondo di riferimento risulta essere timido a causa della scarsa liquidità sul mercato (complice il periodo di festività), ma soprattutto le preoccupazioni sull’evoluzione della crisi europea che pesa su tutti i mercati continentali.

EUA DEC2
La serie di minimi dell’ultimo mese per il nuovo contratto di riferimento che estende il trend ribassista è: 7,21 – 6,72 – 6,38 €/ton. I fondamentali del mercato non supportano la ripresa e il rimbalzo pare più una fase di consolidamento che di correzione del prezzo in attesa di nuovi segnali. Infatti, i rialzi sul brent, su cui influiscono le tensioni tra Iran e comunità internazionale, sono controbilanciati e annullati dall’andamento bearish del contratto power in Germania che risente, oltre che delle temperature stagionali più miti, dello scenario economico europeo. Gli operatori restano questa settimana in attesa della pubblicazione dei risultati relativi alla vendita della prima tranche di EUA Fase III della NER300 e i dati sul volume venduto è l’informazione più attesa. Gli analisti si attendono che la quantità sia di circa 20 Mln di EUA, un dato maggiore potrebbe avere un’influenza bullish sul mercato, al contrario se il volume fosse sotto i 15 Mln. La variabile set-aside di EUA Fase III comunque resta il principale driver di prezzo. Il mercato ha mostrato di essere disposto a reagire in base alla decisione sull’emendamento della Dir. sull’Efficienza Energetica, che comporterebbe l’accantonamento di circa 1,4 Mld di EUA Fase III, riallineando così domanda-offerta, primo fattore nella formazione del prezzo dei crediti. Una nuova votazione sulla proposta, dopo l’approvazione da parte del Comitato Ambiente a Dicembre che ha fatto registrare una correzione del prezzo al rialzo del 30%, era prevista per fine Gennaio da parte del Comitato Industria. Questo appuntamento è stato però posticipato al 28 Febbraio.

A livello tecnico si conferma il ruolo di primaria importanza della media mobile a 20 giorni, la cui rottura durante la sessione del 20 Dicembre ha accelerato la fase di recupero e ha supportato nelle sessioni successive il valore del contratto. La ricaduta è parsa inevitabile e riconducibile alla mancanza di fondamentali favorevoli e di liquidità causa periodo festivo, che hanno favorito una fase di consolidamento dei valori, su cui potrebbero essere stati ormai scontate le notizie ribassiste. Il trend primario resta ribassista e la possibilità di ulteriori ribassi non è ancora da escludere (dati i fondamentali), ma gli occhi degli operatori al momento potrebbero essere puntati sui segnali tecnici di acquisto (mercato in area di ipervenduto), in attesa di informazioni più chiare sul fronte policy, EIB ed Eurozona.
CER DEC2 
Il numero totale di CER emessi sul mercato primario nel 2011 è stato di 320 Mln, più del doppio rispetto ai 132 Mln del 2010 e circa 1/3 del totale distribuito fino a questo momento (816 Mln). L’ondata di offerta di crediti di Kyoto immessa sul mercato è stata uno dei principali fattori che ha affossato il prezzo dei CER nel 2011. L’attività dell’EB dell’UNFCCC non dovrebbe rallentare nel 2012, secondo gli analisti interpellati da Thomson Reuters, che segnalano un volume di emissioni in linea con quello del 2011. Nonostante ciò, i primi forecast sul prezzo sono rialzisti rispetto ai valori attuali. Il consenso sul prezzo medio del CER nel primo semestre si attesta al momento nel range 6,30 – 6,90 €/ton, mentre una ulteriore correzione al rialzo sopra i 7,00 €/ton dovrebbe avvenire nell’ultima parte dell’anno.

Il CER nelle ultime sessioni si muove più pesantemente rispetto all’EUA e a livello grafico presenta una resistenza tecnica a 4,00 €/ton. Il nuovo valore minimo raggiunto a 3,55 €/ton preoccupa operatori e sviluppatori che potrebbero posticipare le richieste di crediti per i progetti CDM, favorendo una piccola stretta sull’offerta.   



Il consolidamento del contratto CER DEC2 favorisce così l’allargamento del differenziale con il contratto EUA DEC2 e riporta il valore dello spread sopra i 3,00 €/ton, favorendo le operazioni di permuta tra queste due tipologie di crediti.