venerdì 16 dicembre 2011

Mercato della CO2: Oh Santa! - week 50

EUA


Il movimento del mercato durante la settimana appena trascorsa è stato opposto a quella precedente, con le prime sessioni di mercato in discesa e le ultime di correzione dopo il rimbalzo del prezzo dell’EUA DEC1 a 6,77 €/ton. La fase di ritracciamento del trend ribassista si estende fino a far recuperare al contratto circa il 10% del proprio valore in appena 4 sessioni e terminando così a 7,84 €/ton con un guadagno su base settimanale di 0,02 €/ton.




La soglia di resistenza psicologica fissata a 8,00 €/ton è stata violata ad inizio settimana solo grazie all’entusiasmo proveniente dopo il risultato della COP17 raggiunto in extremis, che comunque ha avuto breve durata, dato che ancora una volta sulla formazione del prezzo sono prevalse le notizie negative. Quindi, l’EUA DEC1 si è nuovamente flesso sulla media mobile a 20 giorni (ormai da mesi resistenza principale), fallendo così il raggiungimento del target in zona 8,50-8,60 €/ton. Dopo di che i persistenti timori sulla crisi della zona euro che stanno spingendo la valuta  comunitaria sui minimi dell’anno (sotto $1,30) portano l’EUA sotto 7,00 €/ton. Questa settimana i nuovi valori minimi di Fase II per l’EUA fatti segnare al momento si fissano a 6,30 €/ton e chiaramente con la serie di 3 minimi consecutivi in appena 3 settimane (6,90 €/ton – 6,77 €/ton – 6,30 €/ton) e l’aumento delle posizione corte sul mercato continua il trend ribassista.
Le attenzioni degli operatori sono puntate ora alle decisioni che saranno prese nella prima parte della prossima settimana in tema di policy EU ETS. Il principale driver di prezzo sarà il verdetto finale della Corte di Giustizia dell’UE che dovrà decidere sulla legittimità di imporre lo schema ETS alle compagnie aeree internazionali. La sentenza potrà avere sul mercato un effetto di supporto dei prezzi (più che bullish) in caso di esito positivo, ma sicuramente effetto bearish in caso contrario.
Martedì, invece, al parlamento europeo il Comitato Ambiente si riunirà per votare sulla Direttiva per l’Efficienza Energetica che potrebbe implicare un taglio del cap di Fase III. Questa sarà la prima votazione di un iter che si potrà dire concluso solo a Giugno del prossimo anno. Tale evento avrà sicuramente meno incisività rispetto a quello precedente, o comunque potrà sostenere i prezzi in caso di esito positivo e avere un effetto neutro in caso di esito negativo
CER

La scorsa settimana sono stati accreditati 37 progetti CDM per un totale di 5,7 Mln di CER. In base alle richieste pervenute a Dicembre, è confermato che le emissioni mensili di crediti sul mercato primario dovrebbero arrivare a 35 Mln, un volume che porterebbe le assegnazioni del 2011 a 322 Mln di CER, oltre il doppio rispetto ai 132 Mln di crediti del 2010. L’elevata attività di accreditamento dei progetti CDM ha notevolmente pesato sulla formazione del prezzo sul mercato secondario che quest’anno si è mosso in una zona di prezzo mai raggiunta prima.

Questa settimana il valore mai raggiunto prima prende forma sotto i 4,00 €/ton e per l’esattezza a 3,80 €/ton. Sul nuovo valore pesa chiaramente la preoccupazione sul futuro di Kyoto. Seppur riconosciuto come sistema inefficace, l’UE a Durban si è fatta promotrice di un proposta che estenderebbe il protocollo oltre il 2012 in modo da essere utilizzato come strumento di transizione verso il nuovo accordo (previsto per il 2020). In questo caso restano molte incertezze dato che dopo l’uscita della Russia Giappone e Canada, l’Europa è l’unica disposta al momento ad aderire.

A livello grafico non compaiono livelli di supporto, mentre la resistenza da tenere sotto osservazione è fissata a 5,80 €/ton, quindi ancora molto lontano dai livelli attuali.

mercoledì 7 dicembre 2011

Mercato della CO2: Waiting for Xmas …- week 49

EUA

Svanisce l’azione di recupero che viene annullata nel momento in cui il valore dell’EUA raggiunge l’area di resistenza segnalata la scorsa settimana (8,50 €/ton). In compenso viene violato il supporto che era stato indicato a 7,60 e il prezzo e nuovamente piombato sotto i 7,00 €/ton peggiorando di 0,13 €/ton il minimo di Fase II fatto segnare durante la sessione del 25 Novembre. Infatti, a livello intra-day Martedì 6 Dicembre il contratto di riferimento per l’EUA (DEC1: in scadenza a Dicembre 2011) si è spinto fino a 6,77 €/ton. Tra i tanti indicatori del mercato della CO2 che in questo momento mandano segnali di vendita, questa settimana sottolineiamo il prezzo del power tedesco ai minimi da 9 mesi e l’annuncio da parte di S&P sul rischio di declassamento di massa dell’eurozona. Tutti i mercati, compresso quella della CO2, sono ora in attesa del vertice europeo previsto per la seconda parte della settimana, che dovrà presentare un piano concreto per arginare la crisi del debito sovrano, e della decisione della BCE relativa ad un ulteriore possibile taglio dei tassi come atteso dagli operatori. A livello tecnico si attende in uno scenario di elevata volatilità una nuova fase di correzione del prezzo che, in caso di esito positivo degli eventi appena citati, potrebbe estendersi fino a 8,58 €/ton, livello che rappresenta un buon test per il mercato. Il trend ribassista comunque rimane quello dominante e, dati i fondamentali, il rischio è che questo possa estendersi nuovamente fino sotto i 7,00 €/ton, non essendo visibili al momento solidi supporti.


CER
Con la quantità finale di CER che si è fermata a 23,7 Mln in linea con le attese, è stato confermato a Novembre una emissione di crediti da progetti CDM sul mercato primario inferiore rispetto alla media mensile del 2011, che al momento si attesta a 26,1 Mln. Tutt’altra storia è prevista per Dicembre, oltre ai 5,8 Mln di crediti già emessi sono attesi altri 29,3 Mln. La quantità mensile finale si potrebbe aggirare così intorno ai 35 Mln di crediti. Intanto, l’agenzia Unep Risoe ha dovuto rivedere al rialzo di 4 Mln di CER le proprie precedenti stime sull’offerta totale entro fine 2012, fissata ora a 1,132 Mld. Questo scenario che si aggiunge ai progressi di Durban, ovvero pochi, inevitabilmente spinge nuovamente sotto i 5,00 €/ton il valore del CER sul mercato secondario. A differenza dell’EUA il contratto CER DEC1 non peggiora il suo valore minimo precedentemente raggiunto e questo porta lo spread tra i due contratti a restringersi sotto la media dell’anno, rendendo meno convenienti le operazioni di permuta CER vs EUA, ma più convenienti vista le media di spread dell’anno quelle di contro-swap (EUA vs CER).

giovedì 1 dicembre 2011

Mercato della CO2: nuovi minimi di fase II per EUA e CER - week 48

La discesa del mercato della CO2 forse è andata anche oltre le aspettative. La scorsa settimana l’EUA ha fatto registrare il valore più basso di Fase II raggiungendo Venerdì a livello intra-day 6,90 €/ton e peggiorando così di oltre 1,00 €/ton il precedente che era di Febbraio 2009. Su base settimanale le perdite sfiorano il 20% e l’aumento dei volumi in vendita che ha contribuito in base ai fondamentali a innescare la picchiata dei prezzi potrebbe essere riconducibile anche all’ingresso sul mercato degli industriali. La correzione dei valori delle ultime sessioni è stata favorita da segnali tecnici di acquisto e dalla copertura delle posizioni corte da parte degli operatori. Il mercato al momento si trova in un’area inesplorata negli ultimi anni e resta difficile fare previsioni di come si muoveranno i contratti nelle prossime settimane anche se il sentimento al momento resta negativo. I livelli da tenere sotto osservazione: resistenza a 8,50 €/ton e supporto a 7,60 €/ton.




Molto male anche il CER, che perde su base settimanale qualche punto percentuale in più rispetto all’EUA. Il valore minimo di sempre si attesta a 4,53 €/ton a fronte di un costo di generazione dei crediti sul mercato primario visto a 6,00 €/ton. Nonostante il rallentamento dell’attività di accreditamento dei crediti, vien da se che l’inizio dei negoziati a Durban e l’elevata incertezza su un futuro accordo per il clima a livello internazionale non favoriscono spinte rialziste al momento. Relativamente agli incontri che stanno avendo luogo in Sud Africa dato che non è atteso niente di buono, qualsiasi seppur piccolo risultato positivo potrebbe sostenere i prezzi del mercato e limitare ulteriori perdite.