Vicini alla fine di Ottobre con 2 soli mesi rimasti prima della chiusura dell’anno può essere un buon momento per fare il punto della situazione sul mercato della CO2 così da permettere di creare delle proprie aspettative a chi intenda concludere operazioni sul mercato.
Ripercorrendo graficamente l’andamento annuale dell’EUA DEC1, contratto di riferimento per il mercato della CO2, vediamo che si è passati da una fase di consolidamento durante il Q1 2011 che è stata interrotta al rialzo dalla notizia dell’uscita dal nucleare della Germania in concomitanza con il periodo di scadenza della Compliance. Il contratto così a raggiunto i suoi massimi valori storici fino oltre ai 18,00 €/ton. Da Giugno e con l’inizio del periodo estivo si è inevitabilmente assistito ad un ridimensionamento del valore del contratto, fino a quel momento leggermente sovrastimato, dato anche lo scenario di sovrallocazione del sistema. Lo scoppio della crisi del debito sovrano però ha innescato una caduta che nel giro di pochi mesi ha fatto registrare perdite per oltre il 40% del valore del contratto. Il susseguirsi di una serie di valori minimi annuali ha infatti portato l’EUA DEC1 ad inizio Ottobre a rompere il livello dei 10,00 €/ton e a chiudere sul valore minimo dell’anno, almeno fino a questo momento, a 9,82 €/ton.
L’andamento per l’ultimo quarto dell’anno si presenta ribassista, anche se rimane la speranza di un rasserenamento del quadro economico, che al momento è il principale fattore guida del mercato, che possa supportare l’arresto del ribasso. Al momento tutti i tentativi di recupero, solitamente avvenuti come reazione ai mercati finanziari, si sono rivelati solo rimbalzi che hanno formato da una parte un forte livello di resistenza intorno a 11,00 €/ton, dall’altro un supporto sopra i 10,00 €/ton, favorendo così una fase di consolidamento, in attesa dell’esito degli incontri dei capi di stato europei a Bruxelles e delle varie sessioni di aste governative.
Analizzando i livelli di resistenza dinamici vediamo graficamente che durante il nuovo rimbalzo (causato molto probabilmente dalla chiusura delle posizioni corte da parte degli operatori e dal valore favorevole del Clean Dark Spread tornato nuovamente sui 12,00 €/MWh) l’EUA DEC1 ha rotto al rialzo le medie mobili a 5, 10 e 20 giorni, dando così segnali di acquisto.
Nonostante sia assente l’incrocio tra le varie medie mobili, che rafforzerebbe il segnale di rialzo, è possibile notare che il contratto non oltrepassava la media mobile a 20 giorni da Agosto, mese che è stato caratterizzato da un deciso rialzo interrotto solo a 13,55 €/ton.
Quindi, nonostante il trend primario resti ancora decisamente ribassista, il nuovo rimbalzo presenta dei fattori che se confermati potrebbero far presagire l’inizio di un’inversione di tendenza. A tal fine il livello da tenere costantemente sott’occhio al momento è quello degli 11,00 €/ton, che per ben 2 volte ha interrotto il recupero del valore del contratto.









