martedì 25 ottobre 2011

Analisi tecnica del contratto EUA DEC1 - week 43

Vicini alla fine di Ottobre con 2 soli mesi rimasti prima della chiusura dell’anno può essere un buon momento per fare il punto della situazione sul mercato della CO2 così da permettere di creare delle proprie aspettative a chi intenda concludere operazioni sul mercato.


Ripercorrendo graficamente l’andamento annuale dell’EUA DEC1, contratto di riferimento per il mercato della CO2, vediamo che si è passati da una fase di consolidamento durante il Q1 2011 che è stata interrotta al rialzo dalla notizia dell’uscita dal nucleare della Germania in concomitanza con il periodo di scadenza della Compliance. Il contratto così a raggiunto i suoi massimi valori storici fino oltre ai 18,00 €/ton. Da Giugno e con l’inizio del periodo estivo si è inevitabilmente assistito ad un ridimensionamento del valore del contratto, fino a quel momento leggermente sovrastimato, dato anche lo scenario di sovrallocazione del sistema. Lo scoppio della crisi del debito sovrano però ha innescato una caduta che nel giro di pochi mesi ha fatto registrare perdite per oltre il 40% del valore del contratto. Il susseguirsi di una serie di valori minimi annuali ha infatti portato l’EUA DEC1 ad inizio Ottobre a rompere il livello dei 10,00 €/ton e a chiudere sul valore minimo dell’anno, almeno fino a questo momento, a 9,82 €/ton.

L’andamento per l’ultimo quarto dell’anno si presenta ribassista, anche se rimane la speranza di un rasserenamento del quadro economico, che al momento è il principale fattore guida del mercato, che possa supportare l’arresto del ribasso. Al momento tutti i tentativi di recupero, solitamente avvenuti come reazione ai mercati finanziari, si sono rivelati solo rimbalzi che hanno formato da una parte un forte livello di resistenza intorno a 11,00 €/ton, dall’altro un supporto sopra i 10,00 €/ton, favorendo così una fase di consolidamento, in attesa dell’esito degli incontri dei capi di stato europei a Bruxelles e delle varie sessioni di aste governative.

Analizzando i livelli di resistenza dinamici vediamo graficamente che durante il nuovo rimbalzo (causato molto probabilmente dalla chiusura delle posizioni corte da parte degli operatori e dal valore favorevole del Clean Dark Spread tornato nuovamente sui 12,00 €/MWh) l’EUA DEC1 ha rotto al rialzo le medie mobili a 5, 10 e 20 giorni, dando così segnali di acquisto.

Nonostante sia assente l’incrocio tra le varie medie mobili, che rafforzerebbe il segnale di rialzo, è possibile notare che il contratto non oltrepassava la media mobile a 20 giorni da Agosto, mese che è stato caratterizzato da un deciso rialzo interrotto solo a 13,55 €/ton.

Quindi, nonostante il trend primario resti ancora decisamente ribassista, il nuovo rimbalzo presenta dei fattori che se confermati potrebbero far presagire l’inizio di un’inversione di tendenza. A tal fine il livello da tenere costantemente sott’occhio al momento è quello degli 11,00 €/ton, che per ben 2 volte ha interrotto il recupero del valore del contratto.

Infine, a supporto di chi è in attesa di rialzi, evidenziamo la possibile formazione di un “double bottom”, tipica figura tecnica d’inversione di tendenza. Anche in questo caso però per vedere confermata tale ipotesi è necessario attendere e analizzare come si muoverà il contratto in zona 11,00 €/ton, che anche in questo caso costituisce la principale resistenza alla formazione della figura.          

martedì 18 ottobre 2011

Aggiornamento mercato CO2 - week 42

Risulta invariato lo scenario di fondo del mercato della CO2, nonostante segnali positivi siano arrivati dall’ultima asta in Grecia che dopo gli scarsi risultati delle precedenti due sessioni, riesce questa volta a piazzare interamente le quote messe in vendita ad un valore superiore rispetto a quello negoziato sulle piattaforme europee. La sovrabbondanza di permessi di emissione nel sistema sta praticamente soffocando il mercato che non ha reazione al recupero di Ottobre delle materie prime e dell’equity.

Esemplare è l’andamento dei crediti CER che nelle ultime sessioni raggiungono i valori minimi di tutti i tempi e per il momento non sembrano arrestare la caduta. La principale causa è l’inarrestabile attività di accreditamento di progetti CDM da parte dell’ONU, che tra Agosto e Settembre ha immesso sul mercato primario oltre 70 Mln di CER (circa il 30% dei CER totali emessi nel 2011).
Per alcuni analisti un contributo alla discesa deriverebbe anche dalla possibilità discussa il 10 Ottobre dai Ministri dell’ambiente europei relativo all’utilizzo degli AAU nel caso di estensione del protocollo di Kyoto. Un loro annullamento aumenterebbe ulteriormente nel breve periodo l’offerta di crediti sul mercato globale della CO2 riducendo la domanda per i CER: infatti, sebbene gli AAU non siano eleggibili nell’EU ETS, al contrario i CER possono essere utilizzati dagli stati per soddisfare il target imposto loro dal Protocollo di Kyoto. Ad Ottobre è comunque previsto un rallentamento dell’accreditamento dell’ONU e questo potrebbe arrestare la caduta del prezzo dei CER.
La caduta del CER, come visibile dal grafico seguente, è contestuale al tentativo di rimbalzo dell’EUA, che dopo aver raggiunto il suo minimo il 4 Ottobre e aver fallito la rottura del livello di resistenza durante la sessione del 12 Ottobre (fissato a 11,00 €/ton per il contratto EUA DEC1) limita le perdite e presentando una fase di consolidamento.
Lo spread CER/EUA supera nuovamente i livello di -3,00 €/ton, favorendo le operazioni di permuta di crediti EUA con crediti CER.
Il contratto EUA DEC11, come accennato, fallisce il target degli 11,00 €/ton e non inverte la tendenza ribassista, anche se per alcuni analisti che hanno partecipato al poll convocato da Thomson Reuters sul mercato è stato già raggiunto il valore minimo dell’anno e ora stimano il valore medio del contratto con scadenza a Dicembre a 12,10 €/ton.  


giovedì 13 ottobre 2011

Mercato della CO2 - week 41


Il mercato della CO2 durante la scorsa settimana presenta momenti di tensione tra le preoccupazioni del fallimento nel piano di salvataggio dell’eurozona e tra i timori che la decisione da parte della EIB di iniziare la vendita delle quote EUA della NER 330 già a partire dai prossimi mesi avrebbe incrementato ulteriormente il surplus di quote nel meccanismo.
 
                                              

Durante la sessione del 4 Ottobre, il valore dell’EUA DEC11 raggiunge così un nuovo minimo annuale, il più basso degli ultimi 31 mesi e in generale, la scarsa domanda caratteristica dei momenti negativi di crescita economica porta il mercato a muoversi sui valori minimi da 2 anni e mezzo, in una zona che aveva caratterizzato i tempi di recessione del primo quarto del 2009.


Zoommando sull’ultimo periodo è possibile vedere che la nuova ondata di ribassi è iniziata a fine Agosto e si è protratta per oltre 1 mese fino vanificare anche la soglia psicologica dei 10 €/ton, che aveva arrestato la fase bearish di Agosto, durante la sessione di scambi del 4 Ottobre.

Le rassicurazioni sulle prospettive dello scenario economico con le approvazioni da parte dei vari stati membri dell’estensione del fondo salva stati e del piano di ricapitalizzazione delle banche europee, giunte negli ultimi giorni, affiancate dal parere favorevole circa l’inclusione del settore aviation nello schema di emissions trading europeo a partire da Gennaio 2012, hanno favorito il rimbalzo interrompendo le perdite.

Il mercato testa ora le resistenze dinamiche create dal canale di tendenza ribassista, muovendosi così verso il livello di 11,00 €/ton che due settimane fa aveva arrestato il tentativo di recupero e che se superato potrebbe estendere la fase di correzione del prezzo, che al momento continua a muoversi ben al di sotto della media annuale parziale fissata ora a 14,51 €/ton.

Sul fronte CER, l’EB dell’ONU ha accreditato 21 progetti CDM per un totale di 5,1 Mln di crediti. L’assegnazione settimanale è del 23% inferiore rispetto a quella precedente e la prospettiva per Ottobre risulta essere ridimensionata di oltre il 50% rispetto ai 37 Mln di CER emessi a Settembre. In base alle richieste registrate, infatti,  è previsto un rallentamento che potrebbe dar respiro al mercato, dopo che la forte crescita dell’offerta è stata uno dei fattori che ha portato perdite sul mercato secondario per oltre il 30% da inizio anno.