La discesa del mercato della CO2 forse è andata anche oltre le aspettative. La scorsa settimana l’EUA ha fatto registrare il valore più basso di Fase II raggiungendo Venerdì a livello intra-day 6,90 €/ton e peggiorando così di oltre 1,00 €/ton il precedente che era di Febbraio 2009. Su base settimanale le perdite sfiorano il 20% e l’aumento dei volumi in vendita che ha contribuito in base ai fondamentali a innescare la picchiata dei prezzi potrebbe essere riconducibile anche all’ingresso sul mercato degli industriali. La correzione dei valori delle ultime sessioni è stata favorita da segnali tecnici di acquisto e dalla copertura delle posizioni corte da parte degli operatori. Il mercato al momento si trova in un’area inesplorata negli ultimi anni e resta difficile fare previsioni di come si muoveranno i contratti nelle prossime settimane anche se il sentimento al momento resta negativo. I livelli da tenere sotto osservazione: resistenza a 8,50 €/ton e supporto a 7,60 €/ton.
mercoledì 30 novembre 2011
mercoledì 23 novembre 2011
Mercato della CO2: continua il countdown - week 47
I risvolti sulla crisi del debito sovrano in Europa e l’atteso annuncio da parte della EIB relativamente alla vendita delle quote EUA Fase III custodite nella NER300 sono ancora una volta le principali questioni al centro degli interessi del mercato della CO2. La sovrallocazione di quote (sia EUA che CER ed ERU) nel sistema e i cattivi presentimenti circa i dati macroeconomici per l’ultimo quarto del 2011 e per il 2012, tra cui spiccano su tutti PIL e produzione industriale che potrebbero tradursi in un ulteriore ampliamento dell’offerta di crediti, costringono così gli analisti a rivedere al ribasso le proprie previsioni sui prezzi dell’EUA. Al momento il consenso sul valore medio del contratto EUA di riferimento sembrerebbe fissato a 12,00 €/ton per il 2012 e a 15,00 €/ton per il 2013.
Tornano così le vendite sul mercato della CO2 che conferma l’andamento ribassista dopo aver fallito nuovamente la rottura della resistenza tecnica (media mobile a 20 giorni). L’EUA DEC11 la scorsa settimana (week 47), dopo una breve parentesi sopra i 10,00 €/ton, termina dove era partito il rimbalzo del 7 Novembre (9,35 €/ton), peggiorando però a livello intra-day durante la sessione di Venerdì 18 Novembre il valore minimo dell’anno (9,23 €/ton).
Molto male l’avvio di questa settimana (week 48). Si estendono le perdite e si registra in appena 6 sessioni un ridimensionamento del valore del contratto del 14%, passato da 10,23 €/ton al nuovo minimo dell’anno di 8,84 €/ton. Nonostante l’elevata volatilità (come dimostrato graficamente dall’ATR), l’insolito calo dei volumi scambiati è indice di uno scarso interesse da parte della domanda e in base a tale presupposto e alla situazione che ne fa da scenario il prezzo fa presto a scendere. I sentimenti al momento continuano ad essere negativi e le nuove posizioni aperte sul mercato (come presentato dall’aumento degli open interests) sono per la maggior parte riconducibili ad operatori che stanno scommettendo su ulteriori ribassi. Infatti, dopo la rottura del supporto fissato a 9,00 €/ton, il mercato si muove un po’ alla cieca e come unico riferimento ha il valore minimo di Fase II (raggiunto a Febbraio 2009) e cioè 8,05 €/ton. Il giudizio sul trend a livello tecnico e fino a prova contraria resta ribassista. Comunque, vicini ad un punto di svolta, il contratto si trova in zona di ipervenduto e non si esclude a breve l’inizio del momento di correzione, che potrebbe protrarsi tanto a lungo quanto a lungo sarà sostenuto dalle notizie macroeconomiche e dai driver energetici.
Il CER DEC11, presenta inizialmente un andamento più stabile complice il rallentamento dell’attività di accreditamento del CDM EB, anche se alla fine non può non seguire anche se in misura minore l’andamento ribassista dell’EUA. Il nuovo valore minimo che riportiamo questa settimana è di 6,28 €/ton. Con gli ultimi 5,5 Mln il numero di crediti da progetti CDM entrati sul mercato primario a Novembre è di 19 Mln. I dati di accreditamento degli ultimi 14 giorni si attestano comunque al di sotto rispetto alla media settimanale che al momento è di 6,2 Mln di CER/sett, rallentando le perdite del valore del CER sul mercato secondario. Nonostante ciò, le richieste attese prima della fine di Novembre sono di ulteriori 4,7 Mln di CER e queste porterebbero il mese in corso al quinto posto a livello di assegnazioni mensili nel 2011. Sul fronte ERU, la Russia ha rilasciato 4,34 Mln di crediti da progetti JI che hanno ulteriormente incrementato la pressione sui prezzi sul mercato della CO2. A Novembre il valore del credito ha raggiunto sul mercato secondario il valore minimo di sempre a 6,29 €/ton (-0,06 €/ton rispetto al valore minimo del CER fino a questo momento).
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mercoledì 16 novembre 2011
Aggiornamento Mercato CO2: aumenta l' incertezza - week 46
Il mercato della CO2 riapre le contrattazioni dopo una settimana che ha fatto rimbalzare il prezzo sul nuovo valore minimo dell’anno e poi ha esteso il recupero fino a segnare un guadagno del 7% su base settimanale. Ancora una volta la media mobile a 20 giorni risulta essere il punto di flessione per l’EUA DEC1.
La settimana attuale si prospetta di attesa. Calano i volumi e aumentano le posizioni neutrali sul mercato in vista dell’annuncio da parte della EIB che dovrebbe chiarire in settimana i dettagli riguardo alla vendita delle quote EUA della NER300. Una parte degli operatori sul mercato sia aspetta entro la fine del mese la vendita di una prima tranche da 20-30 Mln di EUA, mentre secondo altri ritardi tecnici potrebbero rimandare il tutto a inizio 2012.
Comunque le principali preoccupazioni ancora una volta provengono dal peggioramento dello scenario che si sta delineando in Europa. Nonostante si sia tirato un po’ il fiato dopo la pubblicazione dei dati sul PIL del terzo trimestre (con Germania che ha riportato una crescita del 2,5% su base annuale, la Francia dello 0,4% su base trimestrale e la zona euro rispettando le attese ha presentato una crescita dell’1,4% e dello 0,2% rispettivamente su base annuale e trimestrale), il sentimento rimane negativo, come dimostrato dall’indice Zew tedesco peggiore delle aspettative, e la tensione sui titoli di stato non più solo italiani ma anche spagnoli e francesi (con rendimenti e spread che fanno segnare record storici) provoca il caos sui tutti i mercati.Il calo della liquidità rende più impreciso lo studio tecnico del grafico, comunque il giudizio sull’andamento rimane ribassista. Il contratto EUA DEC1 continua a fare fatica a muoversi sopra la media mobile a 20 giorni, che a nostro parere è il principale livello di resistenza tecnica ormai da settimane. Il recupero che ha portato nuovamente il valore del contratto sopra i 10,00 €/ton (livello che per tutto il mese di Ottobre era riuscito a limitare le perdite) deve ancora essere confermato (sopra i 10,30 €/ton). La formazione triangolare che si sta formando sul grafico potrebbe lasciare presagire una continuazione del trend ribassista, supportato al momento anche dai fondamentali. I livelli al ribasso da tenere sotto osservazione sono in area 9,80 €/ton e 9,60 €/ton. Infine nonostante si possa evidenziare il robusto supporto in area 9,40 €/ton, è stato più volte dimostrato quest’anno che non esiste un livello che in questo momento possa contenere il valore del contratto e il mercato potrebbe avere ancora spazio per scendere.
Sul fronte CER, la scorsa settimana sono stati immessi sul mercato primario 3,1 Mln di CER (-70% rispetto a quella precedente). Il dato risulta essere ben al di sotto rispetto a quello medio che al momento si attesta a 6,2 Mln di CER/sett. Inoltre, tutti i crediti emessi sono appartenenti alla categoria “Green CER” per cui, non derivando da progetti volti all’abbattimento di gas industriali, sono validi e spendibili nel meccanismo EU ETS dopo il 2012. Questo e il rallentamento dell’attività di accreditamento del CDM EB ha contribuito a frenare le perdite del valore del CER sul mercato secondario, dopo che il record di emissioni durante gli scorsi mesi e soprattutto ad Agosto e Settembre ne ha accelerato la caduta che ha ridimensionato del 30% il valore dei contratti. Positivo così l’estendersi del rimbalzo che al momento trova in zona 7,00 €/ton la principale resistenza.
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mercoledì 9 novembre 2011
Ulteriori ribassi per l’EUA e il CER: - 50 % da Maggio - week 45
I nuovi ribassi che hanno caratterizzato il mercato della CO2 la scorsa settimana ci costringono nuovamente ad aggiornare le percentuali. Tra fine Agosto ad oggi le perdite registrate per l’EUA arrivano fino al 30% e quasi del 50% da fine Maggio.
La caduta questa volta si ferma a 9,35 €/ton (nuovo valore minimo dell’anno) prima di rimbalzare sopra i 10,00 €/ton, riportando guadagni per quasi 1,00 €/ton in appena 2 sessioni. La correzione del valore dell’EUA è stata questa volta supportata dai rialzi sul comparto energetico: sia sul power tedesco influenzato dalle condizioni climatiche attese più rigide, ma soprattutto sul brent influenzato dalle tensioni geopolitiche tra Iran e comunità internazionale, che hanno bilanciato le preoccupazioni provenienti dall’instabilità politica europea che al momento è il principale driver dei mercati finanziari.
A livello tecnico il trend è ancora bearish, almeno fino al momento in cui non sarà confermata la violazione della forte resistenza dinamica formata dalle media mobile a 20 giorni (grafico), superata la quale i livelli da tenere sotto osservazione sarebbero quelli statici fissati a 10,60 €/ton e 11,00 €/ton. I supporti rimangono in area 10,00 €/ton, rotti al ribasso si evidenzia una solida base intorno ai 9,40 €/ton.
Il giudizio generale quindi continua a essere ribassista, in vista anche della sessione di asta governativa nel Regno Unito, che a causa del volume messo in vendita più cospicuo (3,5 Mln EUA spot) rispetto alle altre, è in grado di influenzare maggiormente il mercato (anche se la sospensione degli scambi spot di questa settimana potrebbe distorcerne l’esito).
In questa particolare fase, che coincide con la scadenza della raccolta dati per la determinazione delle assegnazioni di Fase III a livello di singolo impianto, diventa interessante osservare i valori raggiunti anche dai contratti per l’EUA con scadenza a Dicembre 2012 e 2013 (primo anno di Fase III). Infatti, si restringe lo spread tra i contratti EUA DEC1, EUA DEC2 e EUA DEC3, con gli ultimi due che raggiungono rispettivamente durante la sessione di Lunedì 31 Ottobre il valore minimo annuale a 9,80 €/ton e a 10,36 €/ton. Il differenziale tra i contratti si muove ora all’interno del range di 0,40 – 0,50 €/ton (Spread Dec1/Dec2) e di 0,95 – 1,10 €/ton, in vista soprattutto per il secondo tipo dell’inizio della vendita delle quote custodite nella NER300.
Sul fronte CER, la scorsa settimana sono stati accreditati 35 progetti CDM per un totale di 11,3 Mln di crediti. Dopo un mese di rallentamento sul mercato primario, ma non su quello secondario, che ha visto gli scambi per questa tipologia di credito aumentare del 30% e il prezzo scendere ai minimi di sempre (6,35 €/ton), l’attività di certificazione a Novembre torna ad essere sostenuta. In base alle richieste arrivate all’UNFCCC, il mese in corso dovrebbe generare in totale più di 20 Mln di crediti. La Unep Risoe ha comunque corretto al ribasso per la prima volta le stime sull’offerta finale di CER (-4% rispetto alle precedenti), nonostante i crediti emessi nel 2011 siano già più del doppio rispetto a quelli del 2010 (274 Mln vs 132 Mln).
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mercoledì 2 novembre 2011
Il mercato della CO2 continua il trend ribassista - week 44
Durante la prima metà della scorsa settimana il mercato della CO2 è rimasto in attesa dell’esito del vertice dei capi di stato e di governo oltre che dei risultati delle aste governative in Grecia e in Olanda. Nonostante, i segnali relativamente positivi giunti da Bruxelles e da Atene e Amsterdam che hanno venduto l’intero volume (3 Mln EUA spot), la fase di consolidamento sul mercato ha predominato a fronte di uno scenario di fondo ancora instabile e di nuove aste di EUA (a Novembre se si esclude quella ancora non confermata della NER300, tra UK, Grecia, Germania e Olanda si attendono oltre 10 Mln di nuove immissioni di quote sul mercato). L’andamento dell’EUA è stato così caratterizzato da movimenti laterali, con alternarsi di segnali di vendita a segnali di acquisto con la media mobile a 20 giorni, che dopo essere stata testata in più occasioni sembrava potesse costituire il nuovo supporto a sostegno di un leggero recupero del livello dei prezzi in zona 11,00 €/ton.
Sul fronte CER, il numero di crediti immessi sul mercato primario ad Ottobre è il più basso da oltre 8 mesi (13,9 Mln). Questo, come già anticipato nelle precedenti settimane, ha aiutato ad arrestare la caduta del valore del CER sul mercato secondario, che fino ad oggi riporta a 6,69 €/ton (20/10/2011) il valore più basso fatto registrare sia a livello annuale che storico. Anche in questo caso è necessario muoversi con cautela dato che, qualora si presentasse una ripresa verso il basso delle quotazioni dell’EUA, i contratti potrebbe nuovamente essere messi sotto pressione in vista di una più sostenuta attività da parte del CDM EB che a Novembre potrebbe immettere circa 20 Mln di crediti da progetti CDM.
Infine, ricordiamo che per lavori di manutenzione è stato annunciato la sospensione di tutti i registri ETS durante la seconda settimana di Novembre (dal 4 al 10 con possibilità di prolungamento fino al 13 Novembre). Durante questo periodo non potrà essere effettuata alcuna transazione, rendendo così impossibile i trasferimenti da un conto registro all’altro e rendendo impossibile ogni tipo di operazione spot.
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