venerdì 16 dicembre 2011

Mercato della CO2: Oh Santa! - week 50

EUA


Il movimento del mercato durante la settimana appena trascorsa è stato opposto a quella precedente, con le prime sessioni di mercato in discesa e le ultime di correzione dopo il rimbalzo del prezzo dell’EUA DEC1 a 6,77 €/ton. La fase di ritracciamento del trend ribassista si estende fino a far recuperare al contratto circa il 10% del proprio valore in appena 4 sessioni e terminando così a 7,84 €/ton con un guadagno su base settimanale di 0,02 €/ton.




La soglia di resistenza psicologica fissata a 8,00 €/ton è stata violata ad inizio settimana solo grazie all’entusiasmo proveniente dopo il risultato della COP17 raggiunto in extremis, che comunque ha avuto breve durata, dato che ancora una volta sulla formazione del prezzo sono prevalse le notizie negative. Quindi, l’EUA DEC1 si è nuovamente flesso sulla media mobile a 20 giorni (ormai da mesi resistenza principale), fallendo così il raggiungimento del target in zona 8,50-8,60 €/ton. Dopo di che i persistenti timori sulla crisi della zona euro che stanno spingendo la valuta  comunitaria sui minimi dell’anno (sotto $1,30) portano l’EUA sotto 7,00 €/ton. Questa settimana i nuovi valori minimi di Fase II per l’EUA fatti segnare al momento si fissano a 6,30 €/ton e chiaramente con la serie di 3 minimi consecutivi in appena 3 settimane (6,90 €/ton – 6,77 €/ton – 6,30 €/ton) e l’aumento delle posizione corte sul mercato continua il trend ribassista.
Le attenzioni degli operatori sono puntate ora alle decisioni che saranno prese nella prima parte della prossima settimana in tema di policy EU ETS. Il principale driver di prezzo sarà il verdetto finale della Corte di Giustizia dell’UE che dovrà decidere sulla legittimità di imporre lo schema ETS alle compagnie aeree internazionali. La sentenza potrà avere sul mercato un effetto di supporto dei prezzi (più che bullish) in caso di esito positivo, ma sicuramente effetto bearish in caso contrario.
Martedì, invece, al parlamento europeo il Comitato Ambiente si riunirà per votare sulla Direttiva per l’Efficienza Energetica che potrebbe implicare un taglio del cap di Fase III. Questa sarà la prima votazione di un iter che si potrà dire concluso solo a Giugno del prossimo anno. Tale evento avrà sicuramente meno incisività rispetto a quello precedente, o comunque potrà sostenere i prezzi in caso di esito positivo e avere un effetto neutro in caso di esito negativo
CER

La scorsa settimana sono stati accreditati 37 progetti CDM per un totale di 5,7 Mln di CER. In base alle richieste pervenute a Dicembre, è confermato che le emissioni mensili di crediti sul mercato primario dovrebbero arrivare a 35 Mln, un volume che porterebbe le assegnazioni del 2011 a 322 Mln di CER, oltre il doppio rispetto ai 132 Mln di crediti del 2010. L’elevata attività di accreditamento dei progetti CDM ha notevolmente pesato sulla formazione del prezzo sul mercato secondario che quest’anno si è mosso in una zona di prezzo mai raggiunta prima.

Questa settimana il valore mai raggiunto prima prende forma sotto i 4,00 €/ton e per l’esattezza a 3,80 €/ton. Sul nuovo valore pesa chiaramente la preoccupazione sul futuro di Kyoto. Seppur riconosciuto come sistema inefficace, l’UE a Durban si è fatta promotrice di un proposta che estenderebbe il protocollo oltre il 2012 in modo da essere utilizzato come strumento di transizione verso il nuovo accordo (previsto per il 2020). In questo caso restano molte incertezze dato che dopo l’uscita della Russia Giappone e Canada, l’Europa è l’unica disposta al momento ad aderire.

A livello grafico non compaiono livelli di supporto, mentre la resistenza da tenere sotto osservazione è fissata a 5,80 €/ton, quindi ancora molto lontano dai livelli attuali.

mercoledì 7 dicembre 2011

Mercato della CO2: Waiting for Xmas …- week 49

EUA

Svanisce l’azione di recupero che viene annullata nel momento in cui il valore dell’EUA raggiunge l’area di resistenza segnalata la scorsa settimana (8,50 €/ton). In compenso viene violato il supporto che era stato indicato a 7,60 e il prezzo e nuovamente piombato sotto i 7,00 €/ton peggiorando di 0,13 €/ton il minimo di Fase II fatto segnare durante la sessione del 25 Novembre. Infatti, a livello intra-day Martedì 6 Dicembre il contratto di riferimento per l’EUA (DEC1: in scadenza a Dicembre 2011) si è spinto fino a 6,77 €/ton. Tra i tanti indicatori del mercato della CO2 che in questo momento mandano segnali di vendita, questa settimana sottolineiamo il prezzo del power tedesco ai minimi da 9 mesi e l’annuncio da parte di S&P sul rischio di declassamento di massa dell’eurozona. Tutti i mercati, compresso quella della CO2, sono ora in attesa del vertice europeo previsto per la seconda parte della settimana, che dovrà presentare un piano concreto per arginare la crisi del debito sovrano, e della decisione della BCE relativa ad un ulteriore possibile taglio dei tassi come atteso dagli operatori. A livello tecnico si attende in uno scenario di elevata volatilità una nuova fase di correzione del prezzo che, in caso di esito positivo degli eventi appena citati, potrebbe estendersi fino a 8,58 €/ton, livello che rappresenta un buon test per il mercato. Il trend ribassista comunque rimane quello dominante e, dati i fondamentali, il rischio è che questo possa estendersi nuovamente fino sotto i 7,00 €/ton, non essendo visibili al momento solidi supporti.


CER
Con la quantità finale di CER che si è fermata a 23,7 Mln in linea con le attese, è stato confermato a Novembre una emissione di crediti da progetti CDM sul mercato primario inferiore rispetto alla media mensile del 2011, che al momento si attesta a 26,1 Mln. Tutt’altra storia è prevista per Dicembre, oltre ai 5,8 Mln di crediti già emessi sono attesi altri 29,3 Mln. La quantità mensile finale si potrebbe aggirare così intorno ai 35 Mln di crediti. Intanto, l’agenzia Unep Risoe ha dovuto rivedere al rialzo di 4 Mln di CER le proprie precedenti stime sull’offerta totale entro fine 2012, fissata ora a 1,132 Mld. Questo scenario che si aggiunge ai progressi di Durban, ovvero pochi, inevitabilmente spinge nuovamente sotto i 5,00 €/ton il valore del CER sul mercato secondario. A differenza dell’EUA il contratto CER DEC1 non peggiora il suo valore minimo precedentemente raggiunto e questo porta lo spread tra i due contratti a restringersi sotto la media dell’anno, rendendo meno convenienti le operazioni di permuta CER vs EUA, ma più convenienti vista le media di spread dell’anno quelle di contro-swap (EUA vs CER).

giovedì 1 dicembre 2011

Mercato della CO2: nuovi minimi di fase II per EUA e CER - week 48

La discesa del mercato della CO2 forse è andata anche oltre le aspettative. La scorsa settimana l’EUA ha fatto registrare il valore più basso di Fase II raggiungendo Venerdì a livello intra-day 6,90 €/ton e peggiorando così di oltre 1,00 €/ton il precedente che era di Febbraio 2009. Su base settimanale le perdite sfiorano il 20% e l’aumento dei volumi in vendita che ha contribuito in base ai fondamentali a innescare la picchiata dei prezzi potrebbe essere riconducibile anche all’ingresso sul mercato degli industriali. La correzione dei valori delle ultime sessioni è stata favorita da segnali tecnici di acquisto e dalla copertura delle posizioni corte da parte degli operatori. Il mercato al momento si trova in un’area inesplorata negli ultimi anni e resta difficile fare previsioni di come si muoveranno i contratti nelle prossime settimane anche se il sentimento al momento resta negativo. I livelli da tenere sotto osservazione: resistenza a 8,50 €/ton e supporto a 7,60 €/ton.




Molto male anche il CER, che perde su base settimanale qualche punto percentuale in più rispetto all’EUA. Il valore minimo di sempre si attesta a 4,53 €/ton a fronte di un costo di generazione dei crediti sul mercato primario visto a 6,00 €/ton. Nonostante il rallentamento dell’attività di accreditamento dei crediti, vien da se che l’inizio dei negoziati a Durban e l’elevata incertezza su un futuro accordo per il clima a livello internazionale non favoriscono spinte rialziste al momento. Relativamente agli incontri che stanno avendo luogo in Sud Africa dato che non è atteso niente di buono, qualsiasi seppur piccolo risultato positivo potrebbe sostenere i prezzi del mercato e limitare ulteriori perdite.  

mercoledì 30 novembre 2011

Mercato della CO2: nuovi minimi di fase II per il CER e l'EUA - week 47

La discesa del mercato della CO2 forse è andata anche oltre le aspettative. La scorsa settimana l’EUA ha fatto registrare il valore più basso di Fase II raggiungendo Venerdì a livello intra-day 6,90 €/ton e peggiorando così di oltre 1,00 €/ton il precedente che era di Febbraio 2009. Su base settimanale le perdite sfiorano il 20% e l’aumento dei volumi in vendita che ha contribuito in base ai fondamentali a innescare la picchiata dei prezzi potrebbe essere riconducibile anche all’ingresso sul mercato degli industriali. La correzione dei valori delle ultime sessioni è stata favorita da segnali tecnici di acquisto e dalla copertura delle posizioni corte da parte degli operatori. Il mercato al momento si trova in un’area inesplorata negli ultimi anni e resta difficile fare previsioni di come si muoveranno i contratti nelle prossime settimane anche se il sentimento al momento resta negativo. I livelli da tenere sotto osservazione: resistenza a 8,50 €/ton e supporto a 7,60 €/ton.

mercoledì 23 novembre 2011

Mercato della CO2: continua il countdown - week 47

I risvolti sulla crisi del debito sovrano in Europa e l’atteso annuncio da parte della EIB relativamente alla vendita delle quote EUA Fase III custodite nella NER300 sono ancora una volta le principali questioni al centro degli interessi del mercato della CO2. La sovrallocazione di quote (sia EUA che CER ed ERU) nel sistema e i cattivi presentimenti circa i dati macroeconomici per l’ultimo quarto del 2011 e per il 2012, tra cui spiccano su tutti PIL e produzione industriale che potrebbero tradursi in un ulteriore ampliamento dell’offerta di crediti, costringono così gli analisti a rivedere al ribasso le proprie previsioni sui prezzi dell’EUA. Al momento il consenso sul valore medio del contratto EUA di riferimento sembrerebbe fissato a 12,00 €/ton per il 2012 e a 15,00 €/ton per il 2013.

Tornano così le vendite sul mercato della CO2 che conferma l’andamento ribassista dopo aver fallito nuovamente la rottura della resistenza tecnica (media mobile a 20 giorni). L’EUA DEC11 la scorsa settimana (week 47), dopo una breve parentesi sopra i 10,00 €/ton, termina dove era partito il rimbalzo del 7 Novembre (9,35 €/ton), peggiorando però a livello intra-day durante la sessione di Venerdì 18 Novembre il valore minimo dell’anno (9,23 €/ton).


Molto male l’avvio di questa settimana (week 48). Si estendono le perdite e si registra in appena 6 sessioni un ridimensionamento del valore del contratto del 14%, passato da 10,23 €/ton al nuovo minimo dell’anno di 8,84 €/ton. Nonostante l’elevata volatilità (come dimostrato graficamente dall’ATR), l’insolito calo dei volumi scambiati è indice di uno scarso interesse da parte della domanda e in base a tale presupposto e alla situazione che ne fa da scenario il prezzo fa presto a scendere. I sentimenti al momento continuano ad essere negativi e le nuove posizioni aperte sul mercato (come presentato dall’aumento degli open interests) sono per la maggior parte riconducibili ad operatori che stanno scommettendo su ulteriori ribassi. Infatti, dopo la rottura del supporto fissato a 9,00 €/ton, il mercato si muove un po’ alla cieca e come unico riferimento ha il valore minimo di Fase II (raggiunto a Febbraio 2009) e cioè 8,05 €/ton. Il giudizio sul trend a livello tecnico e fino a prova contraria resta ribassista. Comunque, vicini ad un punto di svolta, il contratto si trova in zona di ipervenduto e non si esclude a breve l’inizio del momento di correzione, che potrebbe protrarsi tanto a lungo quanto a lungo sarà sostenuto dalle notizie macroeconomiche e dai driver energetici.

Il CER DEC11, presenta inizialmente un andamento più stabile complice il rallentamento dell’attività di accreditamento del CDM EB, anche se alla fine non può non seguire anche se in misura minore l’andamento ribassista dell’EUA. Il nuovo valore minimo che riportiamo questa settimana è di 6,28 €/ton. Con gli ultimi 5,5 Mln il numero di crediti da progetti CDM entrati sul mercato primario a Novembre è di 19 Mln. I dati di accreditamento degli ultimi 14 giorni si attestano comunque al di sotto rispetto alla media settimanale che al momento è di 6,2 Mln di CER/sett, rallentando le perdite del valore del CER sul mercato secondario. Nonostante ciò, le richieste attese prima della fine di Novembre sono di ulteriori 4,7 Mln di CER e queste porterebbero il mese in corso al quinto posto a livello di assegnazioni mensili nel 2011. Sul fronte ERU, la Russia ha rilasciato 4,34 Mln di crediti da progetti JI che hanno ulteriormente incrementato la pressione sui prezzi sul mercato della CO2. A Novembre il valore del credito ha raggiunto sul mercato secondario il valore minimo di sempre a 6,29 €/ton (-0,06 €/ton rispetto al valore minimo del CER fino a questo momento).

mercoledì 16 novembre 2011

Aggiornamento Mercato CO2: aumenta l' incertezza - week 46

Il mercato della CO2 riapre le contrattazioni dopo una settimana che ha fatto rimbalzare il prezzo sul nuovo valore minimo dell’anno e poi ha esteso il recupero fino a segnare un guadagno del 7% su base settimanale. Ancora una volta la media mobile a 20 giorni risulta essere il punto di flessione per l’EUA DEC1.

La settimana attuale si prospetta di attesa. Calano i volumi e aumentano le posizioni neutrali sul mercato in vista dell’annuncio da parte della EIB che dovrebbe chiarire in settimana i dettagli riguardo alla vendita delle quote EUA della NER300. Una parte degli operatori sul mercato sia aspetta entro la fine del mese la vendita di una prima tranche da 20-30 Mln di EUA, mentre secondo altri ritardi tecnici potrebbero rimandare il tutto a inizio 2012.
Comunque le principali preoccupazioni ancora una volta provengono dal peggioramento dello scenario che si sta delineando in Europa. Nonostante si sia tirato un po’ il fiato dopo la pubblicazione dei dati sul PIL del terzo trimestre (con Germania che ha riportato una crescita del 2,5% su base annuale, la Francia dello 0,4% su base trimestrale e la zona euro rispettando le attese ha presentato una crescita dell’1,4% e dello 0,2% rispettivamente su base annuale e trimestrale), il sentimento rimane negativo, come dimostrato dall’indice Zew tedesco peggiore delle aspettative, e la tensione sui titoli di stato non più solo italiani ma anche spagnoli e francesi (con rendimenti e spread che fanno segnare record storici) provoca il caos sui tutti i mercati.

Il calo della liquidità rende più impreciso lo studio tecnico del grafico, comunque il giudizio sull’andamento rimane ribassista. Il contratto EUA DEC1 continua a fare fatica a muoversi sopra la media mobile a 20 giorni, che a nostro parere è il principale livello di resistenza tecnica ormai da settimane. Il recupero che ha portato nuovamente il valore del contratto sopra i 10,00 €/ton (livello che per tutto il mese di Ottobre era riuscito a limitare le perdite) deve ancora essere confermato (sopra i 10,30 €/ton). La formazione triangolare che si sta formando sul grafico potrebbe lasciare presagire una continuazione del trend ribassista, supportato al momento anche dai fondamentali. I livelli al ribasso da tenere sotto osservazione sono in area 9,80 €/ton e 9,60 €/ton. Infine nonostante si possa evidenziare il robusto supporto in area 9,40 €/ton, è stato più volte dimostrato quest’anno che non esiste un livello che in questo momento possa contenere il valore del contratto e il mercato potrebbe avere ancora spazio per scendere.

Sul fronte  CER, la scorsa settimana sono stati immessi sul mercato primario 3,1 Mln di CER (-70% rispetto a quella precedente). Il dato risulta essere ben al di sotto rispetto a quello medio che al momento si attesta a 6,2 Mln di CER/sett. Inoltre, tutti i crediti emessi sono appartenenti alla categoria “Green CER” per cui, non derivando da progetti volti all’abbattimento di gas industriali, sono validi e spendibili nel meccanismo EU ETS dopo il 2012. Questo e il rallentamento dell’attività di accreditamento del CDM EB ha contribuito a frenare le perdite del valore del CER sul mercato secondario, dopo che il record di emissioni durante gli scorsi mesi e soprattutto ad Agosto e Settembre ne ha accelerato la caduta che ha ridimensionato del 30% il valore dei contratti. Positivo così l’estendersi del rimbalzo che al momento trova in zona 7,00 €/ton la principale resistenza.

mercoledì 9 novembre 2011

Ulteriori ribassi per l’EUA e il CER: - 50 % da Maggio - week 45

I nuovi ribassi che hanno caratterizzato il mercato della CO2 la scorsa settimana ci costringono nuovamente ad aggiornare le percentuali. Tra fine Agosto ad oggi le perdite registrate per l’EUA arrivano fino al 30% e quasi del 50% da fine Maggio.

La caduta questa volta si ferma a 9,35 €/ton (nuovo valore minimo dell’anno) prima di rimbalzare sopra i 10,00 €/ton, riportando guadagni per quasi 1,00 €/ton in appena 2 sessioni. La correzione del valore dell’EUA è stata questa volta supportata dai rialzi sul comparto energetico: sia sul power tedesco influenzato dalle condizioni climatiche attese più rigide, ma soprattutto sul brent influenzato dalle tensioni geopolitiche tra Iran e comunità internazionale, che hanno bilanciato le preoccupazioni provenienti dall’instabilità politica europea che al momento è il principale driver dei mercati finanziari.


A livello tecnico il trend è ancora bearish, almeno fino al momento in cui non sarà confermata la violazione della forte resistenza dinamica formata dalle media mobile a 20 giorni (grafico), superata la quale i livelli da tenere sotto osservazione sarebbero quelli statici fissati a 10,60 €/ton e 11,00 €/ton. I supporti rimangono in area 10,00 €/ton, rotti al ribasso si evidenzia una solida base intorno ai 9,40 €/ton.

Il giudizio generale quindi continua a essere ribassista, in vista anche della sessione di asta governativa nel Regno Unito, che a causa del volume messo in vendita più cospicuo (3,5 Mln EUA spot) rispetto alle altre, è in grado di influenzare maggiormente il mercato (anche se la sospensione degli scambi spot di questa settimana potrebbe distorcerne l’esito).



In questa particolare fase, che coincide con la scadenza della raccolta dati per la determinazione delle assegnazioni di Fase III a livello di singolo impianto, diventa interessante osservare i valori raggiunti anche dai contratti per l’EUA con scadenza a Dicembre 2012 e 2013 (primo anno di Fase III). Infatti, si restringe lo spread tra i contratti EUA DEC1, EUA DEC2 e EUA DEC3, con gli ultimi due che raggiungono rispettivamente durante la sessione di Lunedì 31 Ottobre il valore minimo annuale a 9,80 €/ton e a 10,36 €/ton. Il differenziale tra i contratti si muove ora all’interno del range di 0,40 – 0,50 €/ton (Spread Dec1/Dec2) e di 0,95 – 1,10 €/ton, in vista soprattutto per il secondo tipo dell’inizio della vendita delle quote custodite nella NER300.
Sul fronte CER, la scorsa settimana sono stati accreditati 35 progetti CDM per un totale di 11,3 Mln di crediti. Dopo un mese di rallentamento sul mercato primario, ma non su quello secondario, che ha visto gli scambi per questa tipologia di credito aumentare del 30% e il prezzo scendere ai minimi di sempre (6,35 €/ton), l’attività di certificazione a Novembre torna ad essere sostenuta. In base alle richieste arrivate all’UNFCCC, il mese in corso dovrebbe generare in totale più di 20 Mln di crediti. La Unep Risoe ha comunque corretto al ribasso per la prima volta le stime sull’offerta finale di CER (-4% rispetto alle precedenti), nonostante i crediti emessi nel 2011 siano già più del doppio rispetto a quelli del 2010 (274 Mln vs 132 Mln).

mercoledì 2 novembre 2011

Il mercato della CO2 continua il trend ribassista - week 44

Durante la prima metà della scorsa settimana il mercato della CO2 è rimasto in attesa dell’esito del vertice dei capi di stato e di governo oltre che dei risultati delle aste governative in Grecia e in Olanda. Nonostante, i segnali relativamente positivi giunti da Bruxelles e da Atene e Amsterdam che hanno venduto l’intero volume (3 Mln EUA spot), la fase di consolidamento sul mercato ha predominato a fronte di uno scenario di fondo ancora instabile e di nuove aste di EUA (a Novembre se si esclude quella ancora non confermata della NER300, tra UK, Grecia, Germania e Olanda si attendono oltre 10 Mln di nuove immissioni di quote sul mercato). L’andamento dell’EUA è stato così caratterizzato da movimenti laterali, con alternarsi di segnali di vendita a segnali di acquisto con la media mobile a 20 giorni, che dopo essere stata testata in più occasioni sembrava potesse costituire il nuovo supporto a sostegno di un leggero recupero del livello dei prezzi in zona 11,00 €/ton.

 Questa settimana (31/10-4/11) l’avvio è in territorio negativo e riprende l’andamento ribassista del mercato. Le cause sono ancora una volta riconducibili alle preoccupazioni circa la tenuta del debito dell’Eurozona con nuovi record fatti segnare dallo spread Btp-bund e con il cambio €/USD che torna sotto quota 1,37. A questo si aggiunge l’annuncio da parte del primo ministro greco di sottoporre a referendum il piano di salvataggio dell’UE che potrebbe rendere vani gli sforzi e i patti raggiunti fino a queste momento. Per l’EUA DEC11 torna così ad essere sotto osservazione il supporto dei 10,00 €/ton, che fino a questo momento si è rivelato robusto e i livelli di minimo raggiunti quest’anno a 9,82 €/ton e 9,84 €/ton. Una loro rottura al ribasso potrebbe avere come conseguenza una nuova ndata di vendite sul mercato.
 Sul fronte CER, il numero di crediti immessi sul mercato primario ad Ottobre è il più basso da oltre 8 mesi (13,9 Mln). Questo, come già anticipato nelle precedenti settimane, ha aiutato ad arrestare la caduta del valore del CER sul mercato secondario, che fino ad oggi riporta a 6,69 €/ton (20/10/2011) il valore più basso fatto registrare sia a livello annuale che storico. Anche in questo caso è necessario muoversi con cautela dato che, qualora si presentasse una ripresa verso il basso delle quotazioni dell’EUA, i contratti potrebbe nuovamente essere messi sotto pressione in vista di una più sostenuta attività da parte del CDM EB che a Novembre potrebbe immettere circa 20 Mln di crediti da progetti CDM.


Infine, ricordiamo che per lavori di manutenzione è stato annunciato la sospensione di tutti i registri ETS durante la seconda settimana di Novembre (dal 4 al 10 con possibilità di prolungamento fino al 13 Novembre). Durante questo periodo non potrà essere effettuata alcuna transazione, rendendo così impossibile i trasferimenti da un conto registro all’altro e rendendo impossibile ogni tipo di operazione spot.


martedì 25 ottobre 2011

Analisi tecnica del contratto EUA DEC1 - week 43

Vicini alla fine di Ottobre con 2 soli mesi rimasti prima della chiusura dell’anno può essere un buon momento per fare il punto della situazione sul mercato della CO2 così da permettere di creare delle proprie aspettative a chi intenda concludere operazioni sul mercato.


Ripercorrendo graficamente l’andamento annuale dell’EUA DEC1, contratto di riferimento per il mercato della CO2, vediamo che si è passati da una fase di consolidamento durante il Q1 2011 che è stata interrotta al rialzo dalla notizia dell’uscita dal nucleare della Germania in concomitanza con il periodo di scadenza della Compliance. Il contratto così a raggiunto i suoi massimi valori storici fino oltre ai 18,00 €/ton. Da Giugno e con l’inizio del periodo estivo si è inevitabilmente assistito ad un ridimensionamento del valore del contratto, fino a quel momento leggermente sovrastimato, dato anche lo scenario di sovrallocazione del sistema. Lo scoppio della crisi del debito sovrano però ha innescato una caduta che nel giro di pochi mesi ha fatto registrare perdite per oltre il 40% del valore del contratto. Il susseguirsi di una serie di valori minimi annuali ha infatti portato l’EUA DEC1 ad inizio Ottobre a rompere il livello dei 10,00 €/ton e a chiudere sul valore minimo dell’anno, almeno fino a questo momento, a 9,82 €/ton.

L’andamento per l’ultimo quarto dell’anno si presenta ribassista, anche se rimane la speranza di un rasserenamento del quadro economico, che al momento è il principale fattore guida del mercato, che possa supportare l’arresto del ribasso. Al momento tutti i tentativi di recupero, solitamente avvenuti come reazione ai mercati finanziari, si sono rivelati solo rimbalzi che hanno formato da una parte un forte livello di resistenza intorno a 11,00 €/ton, dall’altro un supporto sopra i 10,00 €/ton, favorendo così una fase di consolidamento, in attesa dell’esito degli incontri dei capi di stato europei a Bruxelles e delle varie sessioni di aste governative.

Analizzando i livelli di resistenza dinamici vediamo graficamente che durante il nuovo rimbalzo (causato molto probabilmente dalla chiusura delle posizioni corte da parte degli operatori e dal valore favorevole del Clean Dark Spread tornato nuovamente sui 12,00 €/MWh) l’EUA DEC1 ha rotto al rialzo le medie mobili a 5, 10 e 20 giorni, dando così segnali di acquisto.

Nonostante sia assente l’incrocio tra le varie medie mobili, che rafforzerebbe il segnale di rialzo, è possibile notare che il contratto non oltrepassava la media mobile a 20 giorni da Agosto, mese che è stato caratterizzato da un deciso rialzo interrotto solo a 13,55 €/ton.

Quindi, nonostante il trend primario resti ancora decisamente ribassista, il nuovo rimbalzo presenta dei fattori che se confermati potrebbero far presagire l’inizio di un’inversione di tendenza. A tal fine il livello da tenere costantemente sott’occhio al momento è quello degli 11,00 €/ton, che per ben 2 volte ha interrotto il recupero del valore del contratto.

Infine, a supporto di chi è in attesa di rialzi, evidenziamo la possibile formazione di un “double bottom”, tipica figura tecnica d’inversione di tendenza. Anche in questo caso però per vedere confermata tale ipotesi è necessario attendere e analizzare come si muoverà il contratto in zona 11,00 €/ton, che anche in questo caso costituisce la principale resistenza alla formazione della figura.          

martedì 18 ottobre 2011

Aggiornamento mercato CO2 - week 42

Risulta invariato lo scenario di fondo del mercato della CO2, nonostante segnali positivi siano arrivati dall’ultima asta in Grecia che dopo gli scarsi risultati delle precedenti due sessioni, riesce questa volta a piazzare interamente le quote messe in vendita ad un valore superiore rispetto a quello negoziato sulle piattaforme europee. La sovrabbondanza di permessi di emissione nel sistema sta praticamente soffocando il mercato che non ha reazione al recupero di Ottobre delle materie prime e dell’equity.

Esemplare è l’andamento dei crediti CER che nelle ultime sessioni raggiungono i valori minimi di tutti i tempi e per il momento non sembrano arrestare la caduta. La principale causa è l’inarrestabile attività di accreditamento di progetti CDM da parte dell’ONU, che tra Agosto e Settembre ha immesso sul mercato primario oltre 70 Mln di CER (circa il 30% dei CER totali emessi nel 2011).
Per alcuni analisti un contributo alla discesa deriverebbe anche dalla possibilità discussa il 10 Ottobre dai Ministri dell’ambiente europei relativo all’utilizzo degli AAU nel caso di estensione del protocollo di Kyoto. Un loro annullamento aumenterebbe ulteriormente nel breve periodo l’offerta di crediti sul mercato globale della CO2 riducendo la domanda per i CER: infatti, sebbene gli AAU non siano eleggibili nell’EU ETS, al contrario i CER possono essere utilizzati dagli stati per soddisfare il target imposto loro dal Protocollo di Kyoto. Ad Ottobre è comunque previsto un rallentamento dell’accreditamento dell’ONU e questo potrebbe arrestare la caduta del prezzo dei CER.
La caduta del CER, come visibile dal grafico seguente, è contestuale al tentativo di rimbalzo dell’EUA, che dopo aver raggiunto il suo minimo il 4 Ottobre e aver fallito la rottura del livello di resistenza durante la sessione del 12 Ottobre (fissato a 11,00 €/ton per il contratto EUA DEC1) limita le perdite e presentando una fase di consolidamento.
Lo spread CER/EUA supera nuovamente i livello di -3,00 €/ton, favorendo le operazioni di permuta di crediti EUA con crediti CER.
Il contratto EUA DEC11, come accennato, fallisce il target degli 11,00 €/ton e non inverte la tendenza ribassista, anche se per alcuni analisti che hanno partecipato al poll convocato da Thomson Reuters sul mercato è stato già raggiunto il valore minimo dell’anno e ora stimano il valore medio del contratto con scadenza a Dicembre a 12,10 €/ton.  


giovedì 13 ottobre 2011

Mercato della CO2 - week 41


Il mercato della CO2 durante la scorsa settimana presenta momenti di tensione tra le preoccupazioni del fallimento nel piano di salvataggio dell’eurozona e tra i timori che la decisione da parte della EIB di iniziare la vendita delle quote EUA della NER 330 già a partire dai prossimi mesi avrebbe incrementato ulteriormente il surplus di quote nel meccanismo.
 
                                              

Durante la sessione del 4 Ottobre, il valore dell’EUA DEC11 raggiunge così un nuovo minimo annuale, il più basso degli ultimi 31 mesi e in generale, la scarsa domanda caratteristica dei momenti negativi di crescita economica porta il mercato a muoversi sui valori minimi da 2 anni e mezzo, in una zona che aveva caratterizzato i tempi di recessione del primo quarto del 2009.


Zoommando sull’ultimo periodo è possibile vedere che la nuova ondata di ribassi è iniziata a fine Agosto e si è protratta per oltre 1 mese fino vanificare anche la soglia psicologica dei 10 €/ton, che aveva arrestato la fase bearish di Agosto, durante la sessione di scambi del 4 Ottobre.

Le rassicurazioni sulle prospettive dello scenario economico con le approvazioni da parte dei vari stati membri dell’estensione del fondo salva stati e del piano di ricapitalizzazione delle banche europee, giunte negli ultimi giorni, affiancate dal parere favorevole circa l’inclusione del settore aviation nello schema di emissions trading europeo a partire da Gennaio 2012, hanno favorito il rimbalzo interrompendo le perdite.

Il mercato testa ora le resistenze dinamiche create dal canale di tendenza ribassista, muovendosi così verso il livello di 11,00 €/ton che due settimane fa aveva arrestato il tentativo di recupero e che se superato potrebbe estendere la fase di correzione del prezzo, che al momento continua a muoversi ben al di sotto della media annuale parziale fissata ora a 14,51 €/ton.

Sul fronte CER, l’EB dell’ONU ha accreditato 21 progetti CDM per un totale di 5,1 Mln di crediti. L’assegnazione settimanale è del 23% inferiore rispetto a quella precedente e la prospettiva per Ottobre risulta essere ridimensionata di oltre il 50% rispetto ai 37 Mln di CER emessi a Settembre. In base alle richieste registrate, infatti,  è previsto un rallentamento che potrebbe dar respiro al mercato, dopo che la forte crescita dell’offerta è stata uno dei fattori che ha portato perdite sul mercato secondario per oltre il 30% da inizio anno.